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Commento al Vangelo del 10 Febbraio 2019 – Charles de Foucauld

CHARLES DE FOUCAULD

V DOMENICA DELTEMPO ORDINARIO – ANNO C

MEDITAZIONE NUM. 276

LC 5, 1-11

Gesù predica ai Galilei… Chiama San Pietro all’apostolato… Guarisce un lebbroso e gli vieta di dire che è Lui che lo ha guarito…

Come sei buono, mio Dio, a predicare così, con tanta fatica! Come sei buono a preparare la Tua Chiesa e la predicazione futura del Vangelo a tutte le nazioni chiamando Pietro all’apostolato, e ispirandogli coraggio e fiducia con la pesca miracolosa!… Com e sei buono a guarire così i malati!

Lavoriamo alla salvezza delle anime e al sollievo dei corpi con tutti i mezzi in nostro potere senza altri limiti che quelli imposti dall’obbedienza a Dio e ai Suoi rappresentanti. La salvezza di tutti gli uomini per procurare la gloria di Dio, è il fine di Nostro Signore quaggiù, è quello della Chiesa, è quello di ogni uomo. Lavoriamo quindi con tutte le nostre forze, nei limiti della santa obbedienza alla salvezza di tutti gli uomini; amiamoli, preghiamo per loro, mortifichiamoci per loro, santifichiamoci per loro, diamo loro il buon  esempio, siamo teneri  e buoni con loro, pratichiamo verso di loro tutte le opere di misericordia che possiamo e dobbiamo; quando Dio vuole, parliamo, esortiamo, consoliamo, consigliamo, correggiamo, puniamo, siamo quando serve i difensori di quelli che sono attaccati ingiustamente…

Ricordiamoci sempre che il nostro fine sulla terra è la glorificazione di Dio, e che questa glorificazione si ottiene con la santificazione di tutti gli uomini; la glorificazione di Dio è quindi il nostro scopo finale, il nostro fine supremo; la santificazione di tutti gli uomini, è il nostro scopo prossimo, il nostro fine prossimo.

Traduzione a cura delle Discepole del Vangelo. Fonte

La vicenda spirituale di Charles de Foucauld (1858-1916) continua anche oggi ad essere motivo di interesse diffuso tra cristiani e non cristiani, poiché si affida a valori umani sempre più cercati, diventati ormai rari nelle nostre comunità civili: il primato di Dio, le relazioni umane, la cura del prossimo, la qualità della vita ordinaria.Il vangelo rimane la parola più autorevole per introdurre il credente ad una vita autentica. Charles de Foucauld ha sostato a lungo sui testi evangelici, per imparare a vivere in modo fedele un’esistenza degna di essere vissuta: una vita a imitazione di Gesù. Le meditazioni sul vangelo di Giovanni, che egli ha realizzato in Terra santa, possono essere considerate come un insieme di lezioni di vita cristiana, una raccolta di indicazioni pedagogiche per imparare, giorno dopo giorno, a seguire il Signore nella propria condizione di vita, in ascolto delle reali esigenze del mondo d’oggi.

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QUINTA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

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Lc 5,1-11 Lasciarono tutto e lo seguirono.

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.

Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: La Sacra Bibbia

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