Commento al Vangelo del 10 dicembre 2017 – d. Giacomo Falco Brini

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Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio (Mc 1,1). Amo la “ouverture” letteraria dell’opera di Marco perché è una concisa dichiarazione di fede che racchiude tutto quello che vuole raccontare. Ogni lettore, se apre il suo cuore alla Parola che ascolta, può davvero vivere un nuovo inizio della sua storia. Infatti, l’inizio della lieta notizia per l’uomo è la storia di Gesù: se questa storia entra nella sua storia, allora comincia un nuovo capitolo della propria esistenza, comincia una nuova vita, un nuovo mondo si schiude ai suoi occhi. Gesù è sempre pronto a ricominciare daccapo con l’uomo. Perché come dice Pietro, davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno (2Pt 3,8).

Come è giunta questa lieta notizia per l’umanità di nome Gesù? Con la realizzazione delle profezie, in particolare con l’invio di un messaggero di nome Giovanni che realizza la profezia di Isaia (Is 40,3). Anche oggi Dio, fedele a sé stesso, invia messaggeri ai suoi figli per annunciarsi. Chi è il Giovanni Battista della tua vita? Sapresti individuarlo? Sappi che, perché sia tale, deve essere voce di uno che grida nel deserto: cioè uno che parla con chiarezza ma in uno spazio dove è dai più inascoltato (chi c’è in un deserto a udire uno che grida?). Deve essere anche uno che richiama a preparare la via del Signore nel deserto (Mc 1,3): ovvero uno che ti attrae ad andare al nocciolo essenziale della vita, che non si può cogliere se non incontrando sé stessi mentre ci si impegna a far tacere le mille voci che tirano la tua vita da tutte le parti, fuorché da quella di Dio. Insomma, deve essere uno che alla fine ti rimette in contatto con la nostalgia di Dio che abita nel profondo del tuo cuore. Per questo, nonostante vivesse in un deserto, accorrevano a Giovanni tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme (Mc 1,5a).

Ma non solo. Deve essere uno che provoca (“pro-vocare”, cioè “chiama fuori”) la tua vita al punto da aiutarti a vedere e poi confessare i tuoi peccati, non per paura di Dio, ma appunto perché ti aiuta a incontrare il tuo vero io (Mc 1,5b). Egli è uno che ti vuole convincere di peccato solo per farti gustare il dono che Dio ti vuole rinnovare: il perdono dei peccati (Mc 1,4). Inoltre, con la sobrietà della sua vita (Mc 1,6) è uno che ti fa innamorare di Gesù perché innamorato a tal punto di Lui da essere sempre pronto a farsi da parte: poiché gli basta l’onore di essere al suo servizio, consapevole della propria indegnità e del limite del suo ministero (Mc 1,7-8).

Conoscete la storiella di quell’uomo “credente” che, naufrago in mare, ad ogni barca che gli si accostava per soccorrerlo replicava: “andate pure, so che Dio mi salverà”? Dopo aver rifiutato di salire su varie barche che gli si erano avvicinate per il soccorso, quell’uomo morì annegato. E il racconto si conclude con l’uomo che giunge alle porte del paradiso e subito si rivolge a Dio dicendogli: “avevo fede che mi avresti soccorso, perché dunque mi hai fatto morire in mare?” Dio gli risponde: “ma se ti ho mandato almeno una decina di barche per salvarti, sciocco!…”. Credo che Dio ci mandi sempre messaggeri di salvezza per la nostra vita che sono il più delle volte a un tiro di schioppo nel parlarci! Il problema spesso è la nostra sordità (per questo anche il Battista attuale dovrà gridare!…), le nostre resistenze, la nostra attesa sbagliata (cfr. la storiella precedente), oppure il pensare che un messaggero come il Battista attuale debba riprodurre necessariamente le categorie del passato (quanti corrono dietro al primo profeta di sventura che si presenta accreditato da innumerevoli digiuni, piedi scalzi e carismi eccezionali…): forse anche per questo quell’uomo naufrago della storiella non salì su nessuna di quelle barche, tanto gli sembrava troppo normale il messaggero di Dio che gli chiedeva di farsi soccorrere!

Questo tempo di Avvento avrà ancora una volta il suo Giovanni Battista. Non facciamolo gridare invano. Torniamo ad ascoltarlo creando il deserto dentro di noi, ovvero preparando la nostra anima a una silenziosa accoglienza del vangelo di Dio: Gesù Cristo Signore nostro. Giovanni ci invita a ricominciare daccapo la nostra storia andando incontro all’inizio della sua che si avvia da un luogo povero, inospitale, assolutamente imprevisto. Se camminiamo veramente verso quel luogo, per noi è la promessa sicura: egli vi battezzerà in Spirito Santo (Mc 1,8), cioè saremo nuovamente immersi nel mistero di Dio che si è immerso nella nostra umanità.

Fonte: il blog di d. Giacomo Falco Brini, Predicatelo sui tetti

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II Domenica di Avvento – Anno B

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Mc 1, 1-8
Dal Vangelo secondo Marco

1Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. 2Come sta scritto nel profeta Isaia: Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. 3Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, 4vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 5Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 6Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. 7E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. 8Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 10-16 Dicembre 2017
  • Tempo di Avvento II
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo B
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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