Commento al Vangelo dal foglietto “La Domenica” del 27 gennaio 2019

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«OGGI SI SI È ADEMPIUTA QUESTA SCRITTURA»

Noi siamo oggi radunati per ascoltare la parola di Dio e viverla. È una parola che ci impegna a formare, nonostante le nostre diversità, un solo popolo e un solo corpo: quello di Cristo.

COME ogni domenica il Signore ci convoca in assemblea santa e si fa per noi presenza viva con il dono della Parola che ha il potere di trasformare, con la forza di un solo Spirito, le molte e diverse membra che cooperano all’edificazione dell’unico corpo di Cristo (II Lettura).

Ancora una volta siamo invitati, come il popolo d’Israele, a prostrarci dinanzi al Signore in questo giorno a lui consacrato e a tendere l’orecchio per accogliere l’annunzio di gioia e di speranza ben più grande della proclamazione della legge da parte del sacerdote Esdra (I Lettura).

Non Esdra ma Gesù si fa nostro maestro e, su mandato del Padre, a Nazaret ci offre il programma del suo ministero: l’anno di grazia del Signore. È la bella notizia, il Vangelo, annunzio di gioia per destinatari privilegiati che tali non sono secondo la logica e le categorie umane: la gioia ai poveri, la libertà ai prigionieri, ai ciechi la vista, agli oppressi l’affrancamento dalla schiavitù.

Per quanti aderiranno alle parole di Gesù, non c’è solo la garanzia di una grazia, ma anche la promessa di vita.

Mons. Domenico d’Ambrosio, Arcivescovo emerito di Lecce – Fonte

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TERZA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

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Lc 1,1-4; 4,14-21

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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