Commento al Vangelo dal foglietto “La Domenica” del 2 Settembre 2018

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NESSUNA TRADIZIONE UMANA SUPERA LA LEGGE DI DIO

Oggi riprendiamo la lettura del Vangelo di Marco, che era stato interrotto dal “Discorso sul pane di vita”, trasmesso dall’evangelista Giovanni. Quello di Marco è il Vangelo che ci guida alla sequela di Gesù, il Maestro che anche oggi fa di tutti noi i suoi discepoli.

Oggi la liturgia domenicale ci parla di una vicinanza e di una lontananza. Dio, nel Deuteronomio (I Lettura), si rivela come colui che è vicino: «Quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo?».

Se Dio è vicino, purtroppo siamo noi a essere spesso lontani, come ammonisce Gesù (Vangelo) in Marco: «Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me». A rendere possibile la vicinanza o, al contrario, a creare distanza, è il nostro modo di relazionarci con la parola di Dio.

Il Signore si fa vicino a noi con il dono della sua parola, che ci istruisce su come camminare nelle vie di Dio, per custodire la grazia di questa prossimità.

Se, anziché ascoltare e obbedire alla parola di Dio, la sostituiamo o vi sovrapponiamo le nostre parole e le nostre tradizioni, come fanno gli scribi e i farisei descritti dal Vangelo, ecco allora che le nostre vie divergono da Dio e noi ci allontaniamo da lui.

È per noi fondamentale, allora, recepire l’invito dell’apostolo Giacomo (II Lettura): «Accogliete con docilità la Parola…

Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto».

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Fr Luca Fallica, Comunità SS. Trinità, Dumenza – Fonte

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 2 Settembre 2018 anche qui.

Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 7,1-8.14-15.21-23
 
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
 
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
 
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate
la tradizione degli uomini».
 
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

 

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 02 – 08 Settembre 2018
  • Tempo Ordinario XXII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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