Commento al Salmo 79 del 8 ottobre 2017 – Charles de Foucauld

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CHARLES DE FOUCAULD:
COMMENTI AL VANGELO DI MATTEO

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Sal 79

Poiché non abbiamo il Commento di Charles de Foucauld al capitolo 21 del Vangelo di Matteo, riportiamo una Meditazione sul Salmo 79, previsto dalla liturgia di questa stessa domenica.

Grazie, mio Dio, di mostrarci anche per chi dobbiamo pregare, di indicarci tu stesso le intenzioni alle quali dobbiamo applicare le nostre preghiere, le nostre buone opere, i nostri piccoli meriti, quelli che ci doni, che fai in noi… e anche di dettarci, per indirizzarle a te, parole così dolci, così tenere, così filialmente lamentose! Preghiamo, applichiamo i nostri digiuni, le nostre penitenze, le nostre piccole opere alle intenzioni che Dio ci indica in questo salmo… per la consolazione del Cuore di Gesù, di questo «figlio dell’uomo» di cui questo salmo traccia gemendo gli abbassamenti e le sofferenze ; per la libertà e l’esaltazione della santa Chiesa di cui questo salmo ci mostra i nemici, che si avventano su di lei come dei cinghiali e cercando da ogni parte di devastarla, di distruggerla ; per la nostra stessa anima e l’anima di ogni uomo in particolare, soprattutto di quelle di cui siamo più specialmente incaricati, ma di tutte, tutte, poiché dobb iamo amare il nostro prossimo come noi stessi, perché la nostra anima e quella degli altri uomini sono anche incessantemente assediate sia dal demonio sia dai vizi che la sporcano… Anche delle nostre anime si può dire: «Essa ha esteso i suoi rami fino al mare», i suoi pensieri fino all’oceano delle tue divine perfezioni, «e i suoi germogli fino all’Eufrate» e i suoi concepimenti fino ai confini della sua natura e delle grazie che le hai fatto. «Perché hai lasciato demolire le sue mura», cadere i sostegni esterni che proteggevano la sua vita, «tutti quelli che passano lungo la strada la spogliano», tutte le tentazioni, tutti i demoni la assalgono, tutti i vizi vanno al suo assalto; «il cinghiale delle foreste la devasta», il demonio si avventa su lei, i vizi la sporcano, «tutti gli animali selvaggi la mangiano», i demoni la assalgono, i vizi la divorano. «Dio delle virtù, voltati verso di noi! Guarda dal cielo, vedi, e visita questa vigna», quest’anima… «E completa in lei la tua opera poiché sei tu che l’hai piantata», santificala, salvala, poiché sei tu che l’hai creata…

 Traduzione a cura delle Discepole del Vangelo .

La vicenda spirituale di Charles de Foucauld (1858-1916) continua anche oggi ad essere motivo di interesse diffuso tra cristiani e non cristiani, poiché si affida a valori umani sempre più cercati, diventati ormai rari nelle nostre comunità civili: il primato di Dio, le relazioni umane, la cura del prossimo, la qualità della vita ordinaria.Il vangelo rimane la parola più autorevole per introdurre il credente ad una vita autentica. Charles de Foucauld ha sostato a lungo sui testi evangelici, per imparare a vivere in modo fedele un’esistenza degna di essere vissuta: una vita a imitazione di Gesù. Le meditazioni sul vangelo di Giovanni, che egli ha realizzato in Terra santa, possono essere considerate come un insieme di lezioni di vita cristiana, una raccolta di indicazioni pedagogiche per imparare, giorno dopo giorno, a seguire il Signore nella propria condizione di vita, in ascolto delle reali esigenze del mondo d’oggi.

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LEGGI IL BRANO DEL SALMO 79

R. La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli. R.

Perché hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco
e vi pascolano le bestie della campagna. R.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte. R.

Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi. R.

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