Charles de Foucauld – Commento al Vangelo del 6 Dicembre 2020

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CHARLES DE FOUCAULD

II DOMENICA DI AVVENTO

MEDITAZIONE  NUM. 175

Mc 1, 1-8

«E fu battezzato da Giovanni»…

Grazie, mio Dio per averci dato questo esempio: doppio esempio, quadruplo esempio… e molto più ancora: esempio di umiltà… l’esempio di cominciare ogni atto considerevole con  un atto di umiltà, (Ti fai battezzare prima di cominciare la Tua vita pubblica; lavi i piedi dei tuoi apostoli prima di andare alla Passione)… Esempio di purificarsi delle proprie colpe… Esempio di far precedere ogni atto considerevole dalla purificazione delle nostre colpe… Seguiamo questi esempi che Ti degni di donarci, mio Dio! Umile! Se un Dio lo è stato, delle creature non lo saranno?…

Dio, senza ombra di peccato, perfezione infinita, santità per essenza, si mette volontariamente nel novero dei peccatori, e noi, peccatori mille e  mille volte, non vorremmo che si rimproverino i nostri peccati, vorremmo essere posti  fin  da questa vita nel novero dei santi, ci canonizzeremmo nel nostro spirito e vorremmo esserlo in quello degli altri… O menzogna delle menzogne!… O follia delle follie!.. E come per un  giusto castigo, questa follia, questa menzogna, questo orgoglio degli orgogli ci conducono necessariamente ad avere in questo mondo e nell’altro il posto peggiore: in questo mondo, perché il miglior posto è di essere con nostro Signore, nella sua imitazione, e il  nostro orgoglio ci fa prendere il primo posto mentre Lui è tutto all’opposto, all’ultimo; nell’altro, perché «quelli che si innalzano saranno abbassati»…

Cominciamo gli atti importanti della nostra vita con un atto di umiltà.  Nostro Signore ce  ne dà l’esempio con il suo battesimo e con la lavanda dei piedi degli apostoli… La Chiesa ce lo insegna il mercoledì delle ceneri… Prendiamo questa salutare abitudine, di metterci veramente, non solamente con la meditazione, ma con un’azione esteriore, prima degli atti importanti della nostra vita, nella verità, mettendoci nell’umiltà… Purificarsi dalle proprie colpe… Quando si ama, non si può sopportare alcuna ombra tra sé e chi si ama… Per quanto poco lo si è offeso se ne soffre mortalmente e si ha sete di chiedere perdono… Si ha sete di vedere sparire fino all’ultima traccia di malcontento (anche se questo malcontento fosse ingiusto) nell’anima amata…

Non si ha riposo finché la riconciliazione sia non solamente compiuta (spesso non aveva bisogno di esserlo, essendo il malcontento più temuto che reale, più un’apparenza, un’inquietudine che un fatto) ma dichiarata:… Si vuole che la pace sia ristabilita ufficialmente, piuttosto dieci volte che una (anche quando essa non era stata turbata)… e si domanda, e si ridomanda dieci e dieci volte perdono, e ci si fa  dire  dieci e dieci volte che si è perdonati… E si è impazienti di avere queste assicurazioni! E ce le facciamo ripetere! E si ripetono le proprie scuse! E  non si ha  riposo  finché  l’ultima ombra sia scomparsa… O piuttosto fino  a  quando a  forza di attenzioni, di segni di tenerezza donati e ricevuti, sia evidente che l’amore reciproco è più ardente, se possibile, di quanto non lo fosse prima…

È così che si è con le creature… È così che bisogna essere mille e mille volte  di più con il Nostro Beneamato Gesù, che noi dobbiamo amare  mille e  mille  volte di più;  che noi offendiamo ahimè! così spesso e così realmente; e che, lui, non ha mai alcun torto verso di noi, ma sempre tutte le bontà e tutti gli amori… O mio Dio, fa’ che comprendiamo questa verità… E fa’ che purifichiamo la nostra anima sia ad ogni ora, dopo ogni imperfezione, ogni colpa, sia negli esami di coscienza di mezzogiorno e della sera, sia ogni volta che recitiamo il confiteor e l’atto di contrizione, alle preghiere del mattino, della sera, alla Messa, alla comunione, fa’ che sentiamo la necessità, il beneficio, il bisogno della frequente confessione, e fa’ che ci andiamo con questi grandi sentimenti di dolore e questo ardente desiderio di riconciliazione che si prova di più quanto più si ama. (Notiamo tuttavia che questo dolore e questo desiderio possono essere molto grandi e molto reali senza essere anche sensibili presso  gli uni come presso gli altri, in questi tempi come in altri)…

Facciamo precedere tutti i nostri atti importanti dalla riconciliazione con Dio, attraverso la purificazione della coscienza, sia con la sola preghiera, sia con il sacramento.

Traduzione a cura delle Discepole del Vangelo. Fonte

La vicenda spirituale di Charles de Foucauld (1858-1916) continua anche oggi ad essere motivo di interesse diffuso tra cristiani e non cristiani, poiché si affida a valori umani sempre più cercati, diventati ormai rari nelle nostre comunità civili: il primato di Dio, le relazioni umane, la cura del prossimo, la qualità della vita ordinaria.Il vangelo rimane la parola più autorevole per introdurre il credente ad una vita autentica. Charles de Foucauld ha sostato a lungo sui testi evangelici, per imparare a vivere in modo fedele un’esistenza degna di essere vissuta: una vita a imitazione di Gesù. Le meditazioni sul vangelo di Giovanni, che egli ha realizzato in Terra santa, possono essere considerate come un insieme di lezioni di vita cristiana, una raccolta di indicazioni pedagogiche per imparare, giorno dopo giorno, a seguire il Signore nella propria condizione di vita, in ascolto delle reali esigenze del mondo d’oggi.
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