Brevi spunti alle letture del 2 Settembre 2018 – Servizio della Parola

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Mettere in pratica la Parola. I comandamenti del Signore non rappresentano una prigione, sono invece vie di libertà e
promessa di felicità. Sono la sua Parola, con cui ha siglato la sua alleanza con noi.

La scelta di credere comporta una inevitabile tensione tra una fedeltà superficiale ed esteriore a tradizioni fissate dagli uomini e adesione profonda e responsabile alla persona di Gesù e alla sua parola. Questo dilemma pone ogni credente, nel proprio tempo e nel proprio ambiente di vita, in un perenne conflitto tra il “conservare” e il “cambiare” stili e modalità di vivere la fede. Per questo la fedeltà al vangelo di Dio richiede una conversione continua e capacità di andare oltre la tentazione della sicurezza trovata nel formalismo religioso.

Di fronte alle “tradizioni”, nelle quali si può concretizzare, nei diversi tempi e ambienti, la fedeltà al Signore, è sempre il vangelo che aiuta a di scernere il vero loro valore. Gesù ci indica oggi un criterio determinante: le tradizioni non devono diventare vuoti formalismi, o addirittura prendere il posto di Dio, ma piuttosto essere un aiuto a conoscere e a fare la sua volontà.

Così insegna anche la prima lettura : accettare la presenza di Dio nella propria vita significa anche assumere uno stile di vita differente da quello di coloro che seguono lo stile di questo mondo. Fede autentica è vivere il presente nella fedeltà alla sua parola.

Nella seconda lettura , inoltre, il messaggio è chiaro: la religione autentica sta nella docilità ad accogliere la Parola e nella attuazione concreta di essa. In definitiva, si tratta di rispondere alla parola di Dio con l’amore fatto storia.

Fonte: Servizio della Parola

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 2 Settembre 2018 anche qui.

Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 7,1-8.14-15.21-23
 
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
 
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
 
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate
la tradizione degli uomini».
 
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

 

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 02 – 08 Settembre 2018
  • Tempo Ordinario XXII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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