Brevi commenti alle letture della Messa del 31 Marzo 2019 – Servizio della Parola

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Va’ e non peccare più. Alla donna sorpresa in adulterio, e che viene presentata a Gesù perché la condanni secondo la Legge, Gesù apre lo spazio del vero perdono e di un cambiamento di vita. Il messaggio è chiaro: nella vita cristiana non la legge ha il primato, bensì la misericordia.

Gesù non condanna l’adultera a lui presentata perché venisse giudicata secondo la Legge. Gesù non condanna perché Dio, il Padre, non condanna, ma vuole la salvezza del peccatore. Questa misericordia non è grazia “a buon mercato”, ma è una nuova creazione, un’opportunità perché la donna possa cambiare la sua vita. Il finale del racconto evangelico rimane aperto: non sappiamo che scelte la donna adultera avrà fatto, ma solo che Gesù l’ha perdonata affinché lei potesse ricominciare a vivere. Gesù, il salvatore, colui che redime, rinvia nella libertà ognuno, affermando con i fatti che tra legge e misericordia è quest’ultima che vince.

Il vangelo rivela oggi la più profonda verità sull’esistenza umana: noi non siamo i nostri peccati, Dio non ci identifica con le nostre colpe, ma apre la strada ad un rinnovamento di noi stessi, possibile con la sua grazia. Il vero peccato dell’uomo, perciò, è la disperazione, l’incapacità di fidarsi dell’amore di Dio.

Anche il messaggio della prima lettura può essere così riassunto: Ecco, io faccio una cosa nuova. Il credente sa guardare la vita a partire dal futuro aperto dalla promessa di Dio e sa fare memoria del suo passato nella misura in cui si rende capace di aprirlo alla novità.

La seconda lettura invita all’incontro trasformante con Gesù: un incontro che Paolo racconta alludendo alla sua esperienza sulla via di Damasco.

Fonte: Servizio della Parola

Nativery

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