Brevi commenti alle letture della Messa del 30 Dicembre 2018 – Servizio della Parola

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Gesù “smarrito” al Tempio è per Maria e Giuseppe una preoccupazione, come sarebbe per ogni genitore. La famiglia, infatti, è sinonimo di cura, di protezione. E tuttavia ognuno, nella vita, ha una sua missione. Così è di Gesù: anche per la sua famiglia umana c’è un cammino di ricerca e di comprensione della identità e della missione propria di Gesù, che saranno pienamente rivelate solo alla fine del suo percorso terreno.

Anche in questa ricerca la famiglia di Nazaret diventa modello: rimanda al mistero della vita, che richiede pazienza, capacità di accoglienza, di ascolto e di rispetto. Il vangelo propone un messaggio importante: non contrappone la “famiglia naturale” alla più ampia “famiglia di Dio”. Gesù mostra come “servire Dio” non è in contraddizione con le relazioni di cura reciproca, ma dà senso e compiutezza alle diverse forme di comunità umana.

Secondo la prima lettura, il bambino che Anna riceve come dono dal Signore diventa una benedizione per tutto il popolo. La fede è sempre una scommessa che dà senso e ragione di vita.

Anche nella seconda lettura il fatto di sentirsi figli di Dio dona al vivere umano una visione nuova che riempie di vera gioia.

Fonte: Servizio della Parola