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Vangelo del giorno – 9 Novembre 2018 – don Lucio D’Abbraccio

Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere

L’episodio del tempio, che oggi meditiamo, è riportato da tutti i Vangeli, ma solo in Giovanni si trova agli inizi della vita pubblica di Gesù. Il Signore entra nel tempio, nel luogo dell’incontro con Dio, ma nell’atrio si ritrova di fronte ad un mercato; il luogo di culto è diventato un luogo commerciale, occupato da «gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete». Di fronte a questo scenario Gesù ha una reazione forte, tanto da fare «una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e si venditori di colombe disse: “Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”». I Giudei, visto quanto stava accadendo, domandano a Gesù: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?»; l’evangelista prosegue scrivendo che Gesù rispose loro e disse: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Con questa risposta, il Messia indica il suo corpo come il vero tempio, il nuovo e vero luogo sacro dove fare esperienza di Dio.

La Chiesa fa memoria, oggi, della festa della Dedicazione della Basilica Lateranense. Questa Basilica, che è la Cattedrale di Roma, è chiamata «madre di tutte le chiese». Con questo termine ci si riferisce non tanto all’edificio sacro della Basilica, quanto all’opera dello Spirito Santo che in questo edificio si manifesta, fruttificando mediante il ministero del Vescovo di Roma, in tutte le comunità che permangono nell’unità con la Chiesa cui egli presiede. In forza del Battesimo, ogni cristiano fa parte dell’edificio di Dio, anzi diventa la Chiesa di Dio. Nella Chiesa, tempio sacro, la comunità dei battezzati si ritrova unita per ascoltare la Parola di Dio e per nutrirsi del Corpo e Sangue di Cristo.

La festa di oggi, dunque, ci invita a meditare sulla comunione di tutte le Chiese, ci stimola ad impegnarci perché l’umanità possa superare le frontiere dell’inimicizia e dell’indifferenza, per costruire ponti di comprensione e di dialogo, per fare del mondo intero una famiglia di popoli riconciliati tra di loro, fraterni e solidali. Di questa nuova umanità la Chiesa stessa è segno e anticipazione, quando vive e diffonde con la sua testimonianza il Vangelo, messaggio di speranza e di riconciliazione per tutti gli uomini.

don Lucio D’Abbraccio

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Gv 2, 13-22
Dal Vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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