Vangelo del Giorno – 8 dicembre 2017 – don Luigi Epicoco

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““Tota pulchra es Maria, Tota pulchra es Maria”. “Tutta bella sei Maria; Tutta bella sei Maria”.

Così canta la meravigliosa antifona mariana della festa odierna dell’Immacolata Concezione della beata Vergine Maria. E lo ripete più volte affinché si fissi nella nostra memoria che questa bellezza è qualcosa molto di più dell’estetica, è salvezza. Perché in fin dei conti l’assenza del peccato originale rende Maria bellissima, poiché Ella corrisponde pienamente a quell’idea di umanità che Dio aveva quando creò l’uomo e la donna. Siamo tutti chiamati allo stesso destino di Maria, a recuperare quella bellezza che è lo splendore del cuore prima ancora che l’estetica di un corpo. Ma come si può fare a vivere ciò?

Ecco che ci viene in aiuto la splendida pagina del Vangelo dell’annunciazione che ricorda a tutti noi una verità importantissima: “nulla è impossibile a Dio”. Il che non significa che Dio è uno che fa magie, ma uno che prolunga il nostro possibile. Le opere di Dio si poggiano sui nostri ‘Eccomi’. E sono quegli ‘eccomi’ pronunciati davanti a scenari di realtà che molto spesso non ci scegliamo. È difficile sentirsi liberi davanti a eventi che non abbiamo scelto, ma saper dire ‘eccomi’ significa riprendersi la propria libertà, smettere di subire e basta, e credere che Dio possa compiere cose a noi impensabili a partire proprio da ciò che c’è ora davanti ai miei occhi.

Egli si fa mendicante della nostra libertà, e attraverso di essa giunge lì dove le nostre forze da sole non potrebbero arrivare. Come un papà che prende in braccio il figlio e lo solleva affinché raccolga un frutto da un albero alto. Non servirebbe a nulla la mano spalancata di quel bambino se non ci fosse un papà che renda possibile qualcosa che per quel bambino da solo rimarrebbe inarrivabile. La storia di Maria è il prototipo di ogni vita vissuta con Dio. Il Suo “eccomi” è una mano spalancata. L’Amore di Dio è un padre che ti solleva all’altezza di ciò che desideri veramente, affinché tu ne colga la gioia.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 1, 26-38
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.