Vangelo del giorno – 6 Novembre 2018 – don Lucio D’Abbraccio

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Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!

Il brano evangelico continua a riportare la conversazione che Gesù tiene mentre sta ancora a tavola nella casa del fariseo che lo ha invitato. Uno dei commensali, infatti, dopo aver ascoltato il discorso del Maestro, si rivolge a lui dicendo: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!».

Sia nel testo greco che in quello latino si legge: «Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!». Il banchetto è un’immagine corrente nell’ebraismo per designare la felicità del regno messianico e Gesù ne accenna frequentemente nella sua predicazione, come in questa occasione. Infatti, il Signore paragona il regno di Dio ad un grande banchetto, al quale sono stati invitati numerosi ospiti. Ma questi, quando i servi sono andati ad invitarli, rifiutano. Ognuno di essi ha una scusa: il primo disse di aver comprato un campo e che doveva andare a vederlo; il secondo che aveva comprato cinque paia di buoi e doveva provarli; l’ultimo, invece, si scusò dicendo che si era appena sposato e perciò non poteva venire.

Questa parabola mostra un atteggiamento che talvolta assumiamo anche noi, quello di trovare delle giustificazioni di fronte all’invito di Dio. Quante volte troviamo delle scuse, le più disparate, per non andare a Messa, per non pregare. Il nostro modo di ragionare è: “Tutto il resto non può aspettare, Dio si, lui può aspettare”. Certamente il Signore attende pazientemente la nostra risposta al suo invito, ma noi dobbiamo accorgerci di cosa perdiamo, di che cosa facciamo a meno. Purtroppo molte volte, o quasi sempre, poniamo davanti al Signore altre priorità: il piacere, il possesso, la ricchezza; tutto ciò ci impedisce di instaurare una relazione con lui perché soffochiamo la sua voce che ci chiama, ci invita al banchetto. Le nostre inutili giustificazioni ci rendono aridi, induriscono il nostro cuore e ci allontanano da Dio.

Facciamo nostre le parole che san Giovanni Paolo II disse in Piazza san Pietro il 22 ottobre 1978: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà. […] Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dento l’uomo. Solo lui lo sa!”. Apriamo, dunque, il nostro cuore al Signore il quale vuole che tutti abbiamo una vita piena, gioiosa, felice, che può prendere origine solo dall’essere con lui, dall’avere con lui una relazione profonda. 

don Lucio D’Abbraccio

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Lc 14, 15-24
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!».
Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”.
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”.
Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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