Vangelo del giorno – 5 Ottobre 2018 – don Lucio D’Abbraccio

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Chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato

Le parole di Gesù nel Vangelo di oggi – «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi» -, sono rivolte a queste due città della Galilea, minacciandole di rovina. Esse, infatti, nonostante la predicazione stessa di Gesù e i molti miracoli da lui compiuti in questo tempo non hanno cambiato né la loro vita né i loro comportamenti peccaminosi. Egli manifesta il suo dolore per la durezza di cuore della gente di queste due città. Infatti, il Signore, per sottolineare il rifiuto a convertirsi, mette a confronto le città pagane di Tiro e Sidòne con i villaggi di Corazìn, Betsàida e Cafàrnao. Il Messia parla, dunque, anche di Cafàrnao «E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!». Cafàrnao era la città che Gesù aveva scelto, insieme ai Dodici apostoli, come sua nuova residenza. Questa città, pur avendo avuto questo trattamento di privilegio attraverso la presenza fisica di Gesù, non ha corrisposto all’amore che le è stato mostrato, anzi, è rimasta ingrata e sorda.

Il Vangelo ci fa riflettere sul nostro modo di credere e sulla tentazione di giudicare chi non partecipa alla vita della comunità. Quante volte, purtroppo, siamo sordi alla predicazione del Vangelo! Quante volte, purtroppo, siamo così sicuri delle nostre convinzioni che anziché predicare il Vangelo ripetiamo dottrine e riti che passano sopra la gente senza provocare nessun cambiamento. Tutti abbiamo bisogno di conversione. Chi vuole davvero seguire il Signore, non deve difendere nessuna “propria idea” ma deve essere disposto ad aprire il cuore alla misericordia di Dio, essere disposto ad annunziare la Buona Novella “senza se e senza ma”. Se davvero vogliamo essere testimoni di Cristo non lasciamo che il Vangelo sia predicato invano. Dobbiamo essere consapevoli della responsabilità che il Signore Gesù ci affida. Non scoraggiamoci delle incomprensioni, dei rifiuti, degli oltraggi perché ciò che predichiamo non viene da noi ma dall’alto. «Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato». Questa è una responsabilità non solo per chi predica ma anche per chi ascolta.

don Lucio D’Abbraccio

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 10, 13-16
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse:
«Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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