Vangelo del Giorno – 11 dicembre 2017 – don Luigi Epicoco

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Il Vangelo di oggi si apre con una descrizione dettagliata:

“Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. Vedendo la loro fede, disse: “Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati””.

Mi commuove sempre questa scena raccontata dal Vangelo. Se io dovessi pensare a cosa sia davvero la Chiesa, non potrei pensare ad altro se non a questi amici che si caricano sulle spalle quest’uomo paralizzato. È un uomo che non domanda, non prega, e forse non spera nemmeno più. È un uomo così che viene portato davanti a Gesù. Ed è a causa della loro fede che questo stesso uomo viene perdonato. Si, perdonato, perché il perdono è una faccenda più profonda anche della paralisi delle gambe. Il perdono è quel miracolo che ti guarisce dalla paralisi del cuore che hai, perché tu non riesci a perdonare te stesso.

Tutti possono pensare che la cosa più difficile sia trovare qualcuno disposto a perdonarti, ma forse la cosa più difficile e accogliere il perdono, lasciarsi perdonare. I peggiori giudici delle volte siamo noi stessi non gli altri. Ecco perché dobbiamo domandarci: chi può salvarci da una paralisi simile se non la fede degli amici? È proprio vero: “extra Ecclesiam nulla salus”, “fuori dalla Chiesa non c’è salvezza”, cioè senza degli amici così siamo letteralmente spacciati, perché può capitare a tutti di rimanere senza più un briciolo di fede, senza più una preghiera, una parola, un desiderio degno della vita. Gli amici/chiesa servono a questo. Ma ci è più facile credere alla guarigione di un paralitico che al perdono profondo che Cristo ci viene a portare.

Così Cristo fa camminare quel l’uomo per mostrare a tutti gli effetti del perdono vero. Ma è il cuore che è cambiato, non le gambe. Le gambe che funzionano sono segno, non condizione di felicità.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 5, 17-26
Dal Vangelo secondo Luca

Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.
Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.
Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.
Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.