Vangelo del Giorno – 10 febbraio 2018 – don Luigi Maria Epicoco

432

L’evangelista Marco è molto bravo a disegnare con il suo racconto la dimensione della sproporzione su cui si poggia il miracolo narrato oggi nel Vangelo.

C’è una grande e numerosa folla, molta fame e solo qualche briciola a disposizione. Gesù potrebbe limitarsi a impartire insegnamenti e a dare dritte morali o teologiche, ma la sua è sempre una preoccupazione pratica, concreta. Egli si accorge sempre della concretezza della vita delle persone che ha davanti.

[better-ads type=”banner” banner=”84722″ campaign=”none” count=”2″ columns=”1″ orderby=”rand” order=”ASC” align=”right” show-caption=”1″][/better-ads]

Si accorge sempre della concretezza dei bisogni: «Io ho pietà di questa gente; poiché da tre giorni sta con me e non ha da mangiare. Se li rimando a casa digiuni, verranno meno per strada; perché alcuni di loro sono venuti da lontano». La Chiesa per essere tale deve sempre avere il medesimo sguardo di attenzione che Cristo ha sulle folle. Non si può essere davvero la Chiesa di Cristo se non ci sentiamo toccati “dalla fame della gente”, alla stessa maniera di Cristo.

Per questo da sempre la Chiesa non è mai rimasta indifferente al grido dei poveri, perché quando si nasconde nell’indifferenza non è più la Chiesa di Cristo. Ma proprio perché è sua ha tutto il diritto di rivolgersi a Lui così come fanno i discepoli: «Come si potrebbe mai saziarli di pane qui, in un deserto?». Ma Gesù ha già in mente come fare: Si fa consegnare il “poco” che hanno e dal quel poco ne viene fuori una moltiplicazione sovrabbondante. Il Vangelo di oggi ci insegna la differenza tra la magia e la fede.

La prima è frutto di fantasia e pretende che le cose accadano dal nulla. La seconda è frutto di Dio e ci insegna che Lui compie miracoli moltiplicando non il nulla ma il possibile, il “poco” che abbiamo. Senza quei pochi pani e pesci non ci sarebbe stata moltiplicazione. Quasi a dire che quel poco che riusciamo a fare con le nostre forze non è inutile, è la base su cui Dio può metterci il resto. Abdicare al nostro possibile significa condannare le folle a rimanere senza nulla. La formula di oggi è: il mio poco + la Grazia di Dio= sfamano tutti (e ne avanza pure).

don Luigi Epicoco su Facebook

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mc 8, 1-10
Dal Vangelo secondo Marco

In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».
Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.