Tiziana Mazzei – Commento al Vangelo per bambini del 2 Novembre 2019

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Ieri era la festa di tutti i santi… oggi noi facciamo memoria di tutti i defunti… perché?  

Chi sono i defunti e perché si chiamano così? La parola defunto deriva da “de + fungere”. Fungere significa servire e “de” è quel prefisso che indica sottrazione, cessazione. Il defunto è colui che non funziona come prima su questa terra, non esercita più i compiti che aveva quando era in vita in mezzo a noi. I defunti sono tutte le persone che hanno abitato sul nostro pianeta dalla creazione del primo uomo in poi e che ora vivono in un’altra dimensione. Noi riserviamo un giorno speciale a tutte queste persone per pregare per loro. Se le ricordiamo e offriamo preghiere è perché esse sono ancora vive nell’aldilà e molte di loro sono bisognose del nostro aiuto.

In che modo le possiamo aiutare?

Nel Credo noi proclamiamo:

“credo nello Spirito Santo;
la santa Chiesa universale;
la comunione dei santi;
la remissione dei peccati;
la risurrezione della carne;
la vita eterna. Amen”

“La comunione dei santi” è il termine tecnico per descrivere il rapporto tra noi e i morti, un rapporto fatto di aiuto e influsso reciproco.
I Santi sono tutti i battezzati, sia viventi su questa terra, sia morti, che tuttavia sappiamo ancora vivi in un altro modo. Oggi infatti il profeta Isaia ci ha appena detto nella prima lettura che Dio asciugherà le lacrime su ogni volto e sconfiggerà la morte. Noi siamo tutti collegati tra noi come se fossimo su una stessa barca… se io faccio un buco sotto il mio sedile la barca si riempie di acqua e affonda. Qualunque cosa io faccia in positivo o in negativo ha sempre conseguenze, non soltanto per me, ma per tutti. Noi quindi oggi preghiamo per i morti affinché possano più facilmente e velocemente purificarsi di tutto ciò che impedisce loro di essere pronti per entrare in cielo.

Supponiamo che domani uno di voi abbia una interrogazione a scuola… quando pensate che possa dirsi pronto? Quando è in grado di rispondere alle domande dell’insegnante.
Ora nel caso della vita e del passaggio verso la morte, noi sappiamo già quali sono queste domande… Le troviamo nel Vangelo di oggi. Su che cosa saremo interrogati?
Noi saremo interrogati sull’amore.
Il Signore considererà come fatto a Lui tutto ciò che faremo (o non faremo) per gli altri.
“Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

“Luca, tu mi hai dato da mangiare quando avevo fame?
Elena hai condiviso la tua cioccolata con tua sorellina?
Emanuele hai permesso ai tuoi amici di giocare con la tua Play station?
Così come riteniamo poco furbo chi, pur sapendo quali sono le domande dell’insegnante non si prepara adeguatamente, così sarà di noi se non cerchiamo giorno dopo giorno di prepararci a rispondere affermativamente alle richieste di coloro che incontriamo sul nostro cammino…
Se non abbiamo fatto in tempo sulla terra a eliminare le brutture dell’egoismo non possiamo andare subito in Paradiso… perché? Perché altrimenti noi lo trasformeremmo in inferno.
Ad esempio: se io muoio in uno stato di rabbia nell’aldilà sarò ancora irascibile… quindi come posso andare in Paradiso? Se ci andassi ecco che subito il Paradiso non sarebbe più tale.

Pregando per i nostri cari defunti e soprattutto offrendo la S. Messa per loro, misteriosamente ma realmente li aiutiamo a raggiungere il cielo….
Ripetete allora dopo di me questa preghiera che fa parte della liturgia di questa Messa:
O Dio, gloria dei credenti e vita dei giusti,
che ci hai salvati con la morte
e risurrezione del tuo Figlio,
sii misericordioso con i nostri fratelli defunti;
quando erano in mezzo a noi
essi hanno professato la fede nella risurrezione:
tu dona loro la beatitudine senza fine.
Amen

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risesciterò nell’ultimo giorno.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6, 37-40

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Parola del Signore

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