Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 8 Marzo 2022

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È la pagina che ci fa comorendere il proprium della nostra fede. Noi abbiamo un Padre che è creatore di tutto. Quando riusciamo a comprendere col cuore questa verità che Gesù ci ha raccontato con la sua vita, solo allora ci possiamo dire cristiani. Perché ci riconosciamo figli e dunque , fratelli.

Ancora oggi abbiamo una immagine distorta di Dio. E chissà chi preghiamo. Gesù ci dice che Dio è nostro Padre per cui il nostro rapporto con Lui non può essere se non quello dell’amore. Non ci sono leggi da rispettare ma un cuore da aprire all’amore, un cuore che risponde all’Amore ricevuto ogni giorno da un Dio padre e madre. Inutile sforzarci di corrompere Dio con le nostre preghiere o buone azioni sperando di “meritare ” il suo amore. Quello è gratuito. Come gratuito è l’amore che dobbiamo agli altri.  Nessun credo religioso ha Dio come Padre. Per questo  il cristiano è “diverso” e si comporta da figlio, non ODIANDO nessuno. Perché qui ce lo dice Gesù:la prova che noi abbiamo compreso la paternità di Dio è la capacità di perdonare i nostri fratelli.

La splendida preghiera che Gesù ci ha insegnato per parlare con il Padre è la prima che abbiamo imparato sin da piccoli al catechismo. Imparata a memoria. Ma dalla testa dobbiamo farla scendere al cuore e poi nella vita. Perché non si può pronunciare questa preghiera se il cuore é pieno di rancore verso qualcuno, se il cuore è oberato da un IO megagalattico.

Oggi facciamo nostra questa preghiera, come se l’ascoltassimo per la prima volta, con lo stupore di un bambino che vede il volto del padre per la prima volta e assaporiamone ogni parola. Chissà che in un attimo non ci trasformiamo in figli che riconoscono il proprio padre provvidente. È tutta qui la fede.


A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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