Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 3 Giugno 2020

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Il partito dei sadducei pone una domanda a Gesù per trarlo in inganno e porta ad esempio un episodio fantomatico, di una donna che ha avuto tanti mariti e il quesito finale era: quando tutto sarà finito, di chi sarà, a chi apparterrà questa donna? È un racconto ideologizzato attraverso il quale i sadducei deridono Gesù. Gesù non sta a loro gioco: essi sono in grande errore perché non conoscono la Scrittura né la potenza di DIO, quindi Gesù fa riferimento alla Parola di Dio e alla potenza di Dio che si è manifestata nella morte di Gesù. Dio ha resuscitato il figlio suo Gesù con la sua potenza, quella stessa Parola che aveva preso carne.

Per cui Gesù argomenta che la realtà della Risurrezione e quindi del Paradiso, è inconcepibile nelle nostre categorie umane di appartenenza, di possesso. Nel paradiso apparterremo soltanto a Dio e all’Amore. Sono categorie Divine incomprensibili alle nostre categorie umane ma possiamo già intravedere, comprendere qualcosa se fin d’ora viviamo l’amore. L’amore ci rende liberi. L ‘amore non fa possedere nessuna persona, nessuna cosa, ci libera e ci rende liberi. Attraverso l’amore noi siamo liberatori degli ALTRI.

Quindi è un anticipo della Resurrezione, un anticipo di paradiso. La resurrezione la possiamo vivere fin d’ora nella misura in cui amiamo e liberiamo noi stessi e gli altri. Ma il grande errore di questi sadducei è quello dell’ ignoranza delle Scritture e della potenza di Dio. Bene, questo grande errore è ancora il nostro oggi: il 90% dei cattolici non conosce la Sacra Scrittura, né conosce la potenza di Dioracchiusa in essa. Per questo tanti cristiani battezzati non credono alla resurrezione come i sadducei e non la vivono nel loro cuore.

È un rimprovero che ci dobbiamo prendere oggi tutti da Gesù e rimboccarsi le maniche per cominciare a entrare nel mistero di Dio attraverso la Parola che è la fonte della potenza di Dio che ci tocca il cuore ci cambia la vita. Se grazie alla Parola meditata ogni giorno possiamo sperimentare la potenza di Dio in noi che ci fa risorgere dal nostro peccato, limiti, fragilità … Allora vivremo anche quella dopo la morte. Il Paradiso non ci sarà sconosciuto.


A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade