Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 24 Febbraio 2021

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Ancora oggi dal Vangelo di Luca ci viene rivolto un invito alla conversione. In questa prima settimana di Quaresima questo è l’invito pressante che la liturgia ci sta facendo, e la conversione è passare dalla pretesa di avere dei segni da parte di Dio, della sua presenza, della sua bontà, del suo intervento nella nostra vita, a quello di guardare i segni che già ci sono attraverso i quali Dio si manifesta.

Chi pretende di vedere un segno è cieco per questo Gesù lo definisce malvagio. Cioè non in sintonia con Dio, lontano da Dio, perché non riesce a vederlo o non vuole vederlo. Invece chi riesce a vedere intorno a sé i segni attraverso cui Dio si manifesta è colui che si relaziona Dio come figlio, che vede sempre il Padre all’opera. La nostra generazione è diversa da quella di Gesù? No, è uguale a quella di Gesù perché la generazione malvagia è una categoria della quale fanno parte coloro che pretendono da Dio qualsiasi cosa, che si pongono nei confronti di Dio come antagonisti e non come figli. Un figlio non pretende niente, accoglie solo tutto ciò che il padre gli dà.

Allora oggi il monito alla nostra conversione che Gesù ci fa è proprio in merito ai segni della sua presenza che circondano la nostra vita personale, il nostro quotidiano. Gesù ci invita a vedere questi segni in tutto, nella sua bellezza del Creato, nelle persone che ci circondano, in noi stessi, in quello che viviamo, che ascoltiamo, che facciamo, anche nelle zone buie della nostra vita o nelle persone che ci fanno del male o ci danno fastidio… anche quello è un segno per noi per usare Misericordia verso di loro come Dio la usa verso ciascuno di noi. Allora oggi apriamo il cuore, gli occhi della mente ai segni che ci circondano di questa Bellezza, di questa bontà, di questa benevolenza di Dio nei nostri riguardi e ringraziamolo.

A volte non riusciamo a capire i doni che Dio ci fa… E li snobbiamo. Il dono della vita stessa, della salute, di una chiamata particolare…tanti sono i doni di Dio. Basta saperli leggere come segni del suo amore. Chi pretende dei segni da Dio è sempre ingrato con la vita. Chi sa leggere i segni di Dio è invece grato per tutto e per tutti. Oggi mi interrogo se anche io pretendo segni da Dio e se leggo in Gesù il segno per eccellenza dell’amore di Dio, la sua Presenza nella mia quotidianità. Se così fosse, sto a metà strada della mia conversione vera.


A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade