Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 23 Gennaio 2021

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Mi sconvolgono sempre queste poche righe del capitolo terzo del vangelo di Marco. Nei primi tre capitoli Marco ci ha presentato un Gesù straordinario, un uomo che inizia la sua attività pubblica con segni e prodigi, miracoli, liberazioni guarigioni esorcismi… di tutto e di più, tant’è che alla fine la sua famiglia, il suo clan, va in crisi per quello che egli sta facendo. Non lo riconoscono più e pensano che abbia dato fuori di testa: è fuori di sé è impazzito! In pratica mi sconvolge questo giudizio su Gesù da parte dei suoi.

Ma ci rendo conto come sia difficile entrare nella piena umanità di Gesù non solo, ma entrare nella piena umanità di chi ci vive accanto che molto spesso non conosciamo. Genitori che non conoscono i propri figli, marito che non conosce la propria moglie e viceversa. Entrare nel mistero dell’altro è una grazia da invocare attraverso lo Spirito di Dio. Certo, quando noi viviamo fuori dalle righe, fuori dal gregge, è molto facile che gli altri ci dicano che siamo fuori di testa, che siamo pazzi, che non siamo insomma normali. Queste accuse più o meno diversi di noi le hanno ricevute. Io le ho ricevute  dalla mia famiglia quando tanti anni fa decisi di rispondere di sì alla chiamata che il Signore mi invitava per vivere solo per lui. E ancora oggi la mia famiglia non ha cambiato idea su di me.

Sarà stato molto doloroso per Gesù sentirsi non capito dalla sua stessa famiglia, essere etichettato come persona impazzita, fuori di testa. Ma Egli ha continuato per la sua strada, non si è lasciato irretire dalle paure che la sua famiglia proiettava su di lui. La sua famiglia forse lo sognava diverso il figlio di Dio e questi sogni si frantumano di fronte all’attività di Gesù, spiazzante. Anche Maria la madre era fra costoro. E questo ci dice come la madre di Gesù abbia dovuto fare per prima un cammino di discepolato dietro al Figlio.

Questa pagina ci insegna ad entrare nel mistero dell’altro con grande discrezione, con umiltà, con tenerezza, a non proiettare le nostre paure i nostri sogni sull’altro soprattutto sui nostri figli, sulle persone a noi vicine, quelle insomma della nostra famiglia. Ci educa questa pagina a lasciar sognare gli altri per costruire la loro vita e arricchirci dei sogni dell’altro. La famiglia di Gesù  bloccata dalla paura non ha saputo cogliere invece la grandezza, la bellezza di tutto ciò che stava facendo il Figlio di Dio: i segni di liberazione e guarigione che annunciavano la presenza del regno di Dio in mezzo a loro.

Una pagina che ci apre gli occhi a riconoscere nelle persone che sono vicino a noi i segni della presenza di Dio nella loro vita a saperli accogliere e custodire, da saperli leggere alla luce del progetto di Dio sulla loro vita e sulla nostra vita. Apriamoci alle meraviglie che i nostri parenti e amici e le persone più strette fanno nella loro quotidianità, rinunciando a etichettarli in qualsiasi maniera, raccogliendo quello che sono e quello che fanno come un dono per noi. L’azione di Dio in ciascuno di noi è sempre sovraumana quindi non ci appartiene, ci sfugge e la pazzia di Dio è l’amore e ogni volta che l’amore di Dio ci riempie il cuore, la mente, le mani, i piedi… quella pazzia ci contagia.

E come diceva S. Francesco :Dio ama i folli.


A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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