Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 21 Novembre 2020

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Bellissimo questo desiderio di Gesù di avere una famiglia “allargata”, come diremmo oggi, non solo la famiglia naturale, ma una famiglia allargata alle confini dell’umanità. Sono tutti coloro che fanno comunione con lui, tutti coloro che stabiliscono una intimità con lui nell’amore, nella fede.

Questo desiderio di Gesù si compie in chi entra nel progetto che Dio ha stabilito per ciascuno. Chiunque dice Gesù può entrare in questo progetto: non ci sono remore, non ci sono divieti, non ci sono esclusioni. Chiunque con la sua storia, con il suo passato, dal momento in cui è conquistato dall’amore di Dio è capace di entrare in questo progetto salvifico per se stesso e per il mondo intero.

E da quel momento che questa persona diventa figlio, fratello, sorella, madre… di Gesù cioè diventa intimo, diventa suo familiare, fa parte della sua cerchia più stretta. Questo connota l’appartenenza a Dio. Questo è il sigillo di ogni uomo che si converte all’amore potente di Dio. Entrare nella volontà di Dio significa entrare in un circuito di amore che ci rapisce, che ci stordisce a volte, ma sicuramente che ci fa morire a noi stessi per risorgere continuamente in Gesù che è l’amore incarnato del Padre.

Che cosa significa per me fare la volontà di Dio? È qualcosa sicuramente di concreto che ci viene sottolineato dal verbo “fare”, non è un pensiero, non è una ideologia, è un amore concreto, un amore che si sporca le mani, un amore che rischia, un amore che mette le ali alle mani e ai piedi!  Fare la volontà di Dio riempie di gioia, di felicità, perché Dio ci vuole felici: questa è la sua volontà.

E l’unica ragione della nostra felicità è l’amore. Non è forse vero che quando ci sentiamo amati e amiamo, siamo felici? In che cosa io faccio la volontà di Dio? Posso dire di essere  intimo a Gesù e in definitiva di appartenergli? In questo senso io divento sorella, amico, padre, madre… di chiunque attraversa la mia vita perché genero all’amore.

Solo così possiamo sentirci ed essere fratelli universali, figli di uno stesso Padre. Solo l’intimità con Gesù ci fa cogliere ogni giorno la volontà d’amore del Padre per ciascuno di noi, e accoglierla come dono di felicità, anche quella che ci può sembrare più dura e difficile da vivere. L’amore rende tutto più leggero e vivibile.


A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade