Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 21 Agosto 2020

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Mi ha sempre stupito leggendo questo passo del Vangelo come l’amore per Dio si racchiude nella parola “tutto”. Tutto il tuo cuore, tutta la tua anima, tutta la tua mente… mentre l’amore per il prossimo non si racchiude in questo tutto, non si può amare il prossimo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente… questa totalità è riservata a Dio.

Ed è Dio che la richiede. Come amare gli altri? Un primo passo dell’amore è amare gli altri come io amo la mia vita, come io amo me stessa. Se non amo me stesso, se non mi voglio bene, se non c’è dentro di me questo seme di amore per me che coltivo… non posso amare nessun altro. Gesù poi dirà amatevi COME io vi ho amato, cioè dando voi stessi agli altri.

Io posso donare l’amore agli altri solo se quell’amore  l’ho dentro: e l’amore totale per Dio è l’amore per me. È da questo connubio che discende l’amore per gli altri. Questo amore deve fare i conti con la mia libertà, con le mie fragilità, con il mio limite, con le mie durezze di cuore… La totalità dell’amore di Dio   si viene a sgretolare, a frantumare, perché trova ostacoli dentro di me. Alla totalità del suo amore per me Dio chiede la totalità del mio amore per lui.

Oggi voglio riflettere su questa totalità, su questo “tutto”. È proprio vero che ho  dato a Dio tutto il mio cuore, tutta la mia anima, tutta la mia mente, tutto il mio tempo…? e potremmo continuare. 
Che cosa dono agli altri di me, quale porzione di questo “tutto”decido di dare.. e infine in che modo io amo me stesso, amo” tutto” di me? La parola “tutto” ha al suo interno varie sfumature:poco, molto, abbastanza…

E il suo contrario è: niente. Infatti si dice: tutto o niente. Come  pongo il mio amore all’interno di questo “tutto”? In che misura riesco a comprendere “tutto” l’amore che Dio mi dà e mi chiede? L’amore vero ha al suo interno il “tutto”… Altrimenti non viene da Dio.


A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade