Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 18 Gennaio 2021

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Per comprendere Gesù è il suo stile di vita, il contenuto del suo messaggio, della sua presenza, non è sufficiente rimanere nel proprio modo di vedere anche tradizionale della propria fede, così come questi Farisei e discepoli di Giovanni volevano fare. Volevano incasellare Gesù nelle loro categorie religiose e nella loro prassi religiosa e si domandano scandalizzati come mai questo Rabbi non digiuna lui e i suoi discepoli.

Cioè non entra nel solco della tradizione ebraica, di Dio che gradisce il digiuno. Gesù spiega loro che il digiuno ha un significato profondo che è legato a quello dell’amore. Quando hai presente l’amore (Gesù) non si può digiunare perché il digiuno manifesta una mancanza, manifesta il desiderio, la fame di qualcuno, quindi il digiuno avrà senso quando Gesù sarà partito da questa terra. Questa è la risposta di Gesù. In pratica per noi che cosa significa?

Che ogni sacrificio che noi facciamo come culto a Dio non è gradito a Dio perché Dio ama l’unico sacrificio: l’amore. Questo ci rende sacri, non le pratiche ascetic he. Il digiuno ha senso come segno di purificazione di un cuore che attende la venuta dello Spirito di Gesù che utilizziamo soprattutto in Quaresima per dire a Dio la nostra fame di Lui e il nostro desiderio di essere “puri” ciò liberi dal nostro egoismo. Ma per comprendere questo bisogna aprirsi alla novità di Dio in Gesù.

Gesù non può essere catalogato nelle nostre prassi religiose e spirituali magari anche consolidate da anni, Gesù è nuovo perché fa nuove tutte le cose. Solo un cuore nuovo può accogliere la novità di Gesù che è l’amore e quando camminiamo nell’amore… allora la nostra fame di Dio si sazia.Dice un salmo: saziaci Signore al mattino con il tuo amore!

Allora chiediamo oggi al Signore di saziarci con il suo amore, di renderci nuovi attraverso questo amore affinché il primo nostro peccato, che quello di giudicare sempre gli altri, soprattutto coloro che anche nella vita di fede non si comportano come noi, venga bruciato da questo amore, affinché possiamo iniziare un cammino nuovo di conoscenza di Gesù, di conoscenza di noi stessi. Affinché questo amore distrugga la nostra ipocrisia religiosa: “sacrifici e offerte non gradisco, misericordia io voglio”.

Questo è il vino “nuovo” che deve entrare nella nostra vita. Ma bisogna distruggere i nostri otri vecchi per accoglierlo, altrimenti tutto è perso, la Grazia di Dio in Gesù e la nostra stessa vita.


A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade