Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 12 Novembre 2021

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Ancora un Vangelo enigmatico oggi che ci parla della fine del mondo. Della nostra fine. E Gesù cita Noè e Lot due personaggi vissuti in epoche diverse ma appartienenti ad una società gaudente e peccaminosa. Insomma lontana da Dio. Noè è il protagonista che Dio sceglie per ricominciare la sua storia d’amore con l’umanità e Lot è il simbolo di ciò che Dio vuole salvare, a patto che non si guardi al proprio passato (come sua moglie) ma in avanti al futuro che Dio prepara.

Queste considerazioni valgono anche per noi. Siamo gli stessi di ieri. Presi dal tran tran della nostra vita releghiamo Dio in un cassetto, da aprire magari nei momenti in cui cerchiamo qualcosa. Gesù qui ci dice che la nostra fine avverrà ma per un nuovo inizio al quale dobbiamo credere ed esserne preparati, senza rimpianti, senza guardare a chi siamo stati ma confidando nella misericordia di Dio. E ci prepariamo alla fine morendo ogni giorno a noi stessi. Il dono di sé è la migliore preparazione alla morte. Quanto credo in questo?

E poi Gesù ci vuole dire un’altra cosa:ognuno risponde per sé davanti a Dio. La responsabilità della propria vita è personale. Non ci può essere scambio di persona. Una moglie non può essere responsabile della vita del marito e viceversa. Allora qual è la mia responsabilità di fronte a Dio e all’umanità di una vita donata, impegnata, solida, generativa di bene?


A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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