San Patrizio – Commento al Vangelo del 6 Ottobre 2019

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Io che prima ero un villano fuggiasco e senza istruzione, io che «non so prevedere l’avvenire» (Qo 1,12 Vulg.), so tuttavia una cosa con certezza: «Prima di essere umiliato» (Sal 118,67) ero come un sasso che giaceva nel fango profondo. Ma è venuto colui che è «l’onnipotente» (Lc 1,49) e nella sua misericordia mi ha preso; mi ha sollevato proprio in alto e mi ha collocato sulla cima del muro.

Per questo dovrei alzare la voce a squarciagola, per rendere qualcosa al Signore per i suoi benefici quaggiù e nell’eternità, benefici così grandi da non poter essere contati dallo spirito umano. Siate dunque nell’ammirazione, «piccoli e grandi che temete Dio» (Ap 19,5); e voi signori e parolai, ascoltate ed esaminate attentamente. Chi ha suscitato me, l’insensato, tra coloro che sono considerati saggi, esperti nella legge, «potenti in parole» (Lc 24,19) e in ogni cosa? Chi ha ispirato me più degli altri, me, la feccia di questo mondo, perché, «con riverenza e timore» (Eb 12,28) (…), io facessi lealmente del bene al popolo verso il quale l’amore di Cristo mi ha portato, al quale mi ha dato, perché, se ne sono degno, io li servissi tutta la mia vita con umiltà e verità?

Per questo, «secondo la misura della mia fede» (Rm 12,6) nella Trinità, devo riconoscere e… proclamare il dono di Dio e la sua «consolazione eterna» (2 Ts 2,16). Devo diffondere il nome di Dio in ogni luogo, senza timore, con fiducia, affinché, anche dopo la mia morte, io lasci un’eredità ai miei fratelli e ai miei figli, a tante migliaia di uomini che ho battezzati nel Signore.

Fonte: «Vangelo del Giorno» è un servizio proposto dall’associazione internazionale Evangelizo.

Letture della
XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Il giusto vivrà per la sua fede.

Dal libro del profeta Abacuc
Ab 1,2-3;2,2-4

 
Fino a quando, Signore, implorerò aiuto
e non ascolti,
a te alzerò il grido: «Violenza!»
e non salvi?
Perché mi fai vedere l’iniquità
e resti spettatore dell’oppressione?
Ho davanti a me rapina e violenza
e ci sono liti e si muovono contese.
 
Il Signore rispose e mi disse:
«Scrivi la visione
e incidila bene sulle tavolette,
perché la si legga speditamente.
È una visione che attesta un termine,
parla di una scadenza e non mentisce;
se indugia, attendila,
perché certo verrà e non tarderà.
Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto,
mentre il giusto vivrà per la sua fede».
Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 94 (95)
R. Ascoltate oggi la voce del Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R.
 
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. R.
 
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere». R.

Seconda Lettura

Non vergognarti di dare testimonianza al Signore nostro.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
2 Tm 1,6-8.13-14

 
Figlio mio, ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza.
 
Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.
 
Prendi come modello i sani insegnamenti che hai udito da me con la fede e l’amore, che sono in Cristo Gesù. Custodisci, mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso che ti è stato affidato.

Parola di Dio

Vangelo

Se aveste fede!

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 17, 5-10

 
In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
 
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
 
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
 
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Parola del Signore

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