San Basilio – Commento al Vangelo del 18 Settembre 2019

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Fino a quando rimanderemo l’obbedienza dovuta a Cristo, che ci ha chiamati al suo Regno celeste? Non ci decideremo a purificarci? Non lasceremo la vita consueta per seguire fino in fondo il Vangelo? (…)

Noi diciamo, sì, di desiderare il regno dei cieli, ma non ci curiamo di fare una vita che renda possibile ottenerlo. Anzi, senza accettare di sostenere alcuna fatica per adempiere il comando del Signore, nella stoltezza della nostra mente supponiamo di ottenere gli stessi onori di coloro che hanno resistito al peccato fino alla morte. Chi mai, quando arriva la stagione della mietitura, riesce a riempirsi il grembo di covoni se al tempo della seminagione è rimasto in casa seduto o a dormire? Chi mai può vendemmiare in una vigna che non sia stata da lui piantata e lavorata? A quelli che hanno faticato spettano i frutti; gli onori e le corone appartengono ai vincitori.

Chi mai incorona l’atleta che non si è neppure spogliato per lottare contro l’avversario? E non bisogna solo vincere, ma anche gareggiare correttamente, secondo l’apostolo Paolo (2 Tes 2,5). Ciò vuol dire non trascurare neanche una minima cosa tra quelle che sono state comandate e compiere invece ogni cosa come ci è stato ordinato. (…) Buono, sì, è Dio, ma è anche giusto… “Egli ama il diritto e la giustizia”. (Sal 33,5) “Amore e giustizia voglio cantare, Signore” (Sal 101,1). (…)

Guarda con quale discernimento Dio fa uso della misericordia. Egli non usa misericordia senza giudicare e non giudica senza misericordia: “Buono e giusto è il Signore, il nostro Dio è misericordioso” (Sal 116,5). Non facciamoci, quindi, un’idea di Dio a metà, e non prendiamo il suo amore per l’uomo come pretesto per la nostra negligenza.

Fonte: «Vangelo del Giorno» è un servizio proposto dall’associazione internazionale Evangelizo.

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Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 7, 31-35

In quel tempo, il Signore disse:
«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».

Parola del Signore

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