Robert Cheaib – Commento al Vangelo del 8 Febbraio 2020

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Due atteggiamenti sono presenti in questo vangelo. Due atteggiamenti che sembrano contraddirsi a vicenda. Il primo ci mostra un Gesù prudente che ricorda agli apostoli la necessità della sosta e del riposo.

Il secondo ci mostra un Gesù che ritorna sui suoi passi quando vede la folla che ha sete e fame di Dio, si commuove e annuncia loro il Regno di Dio. È contraddittorio? No. È piuttosto consequenziale. Siamo chiamati a vivere un’esistenza colma dell’amore di Dio. Umanamente, abbiamo bisogno del sabato, del risposo.

E dobbiamo legittimamente e prudenzialmente cercare questo tempo di risposo, di ritiro, di rifornimento dell’anima. Ma questo riposo non deve essere un valore assoluto, un idolo. Dobbiamo avere discernimento e prontezza per superare noi stessi ed essere presenza della compassione di Gesù quando il Signore ci chiama a farlo.

Fonte: il sito di Robert Cheaib oppure il suo canale Telegram

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.


LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Erano come pecore che non hanno pastore.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 6, 30-34 In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Parola del Signore