Robert Cheaib – Commento al Vangelo del 8 Dicembre 2019

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«… e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!” »… La maggior parte di noi non può appellarsi alla discendenza biologica abramitica come garanzia.

Ma ciò non significa che non abbiamo alibi simili. Possiamo ad esempio appellarci a un periodo in cui il nostro rapporto con il Signore andava a gonfie vele e pensare che possiamo vivere di rendita, trascurando quello che siamo oggi.

Il vangelo della seconda domenica di Avvento ci ricorda che oggi è l’unico giorno possibile, l’unico che conta e che può fare la differenza per noi. «Fate dunque un frutto degno della conversione». Si tratta di un volontarismo sfrenato? Niente affatto! Tutto si fonda, infatti, sull’iniziativa di Dio.

Su quell’annuncio fondamentale della prossimità del Signore: «Il regno di Dio è vicino». È vicino a te.

Fonte: il sito di Robert Cheaib oppure il suo canale Telegram

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.


LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Mt 3,1-12

In quei giorni venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate isuoi sentieri! E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: «Abbiamo Abramo per padre!». Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».