Robert Cheaib – Commento al Vangelo del 6 Novembre 2019

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Gesù usa l’analogia dell’essere armati per parlarci in realtà di come dobbiamo essere disarmati per riuscire a seguirlo.

Sì, prima o poi nella vita spirituale – e non una volta, ma tante, per non dire sempre – ci troviamo dinanzi alla necessità di rinunciare a noi stessi, a quelli che pensavamo fossero i nostri sogni, a quella che chiamiavamo la realizzazione di noi stessi,…

E tutto ciò per rimanere in ascolto, per non fare un passo davanti a Gesù, per non prendere una tangente che costruisce una bella torre, ma dove Lui non è la pietra d’angolo. Umanamente parlando, ci sembra a volte di morire, di sprecare i nostri giorni migliori, i nostri talenti, ma l’ottica della vita spirituale, non può che essere quella dello Spirito.

E lì, in quelle morti, lo Spirito ci ricorda che stiamo vivendo la sequela, che non ci stiamo sprecando, ma che stiamo entrando sempre più nel mistero di Cristo, che – spoiler – vince la Lorre con la Risurrezione.

Fonte: il sito di Robert Cheaib oppure il suo canale Telegram

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

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Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 14, 25-33


In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:

«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

Parola del Signore

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