Robert Cheaib – Commento al Vangelo del 6 Maggio 2020

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È possibile che la Trinità sia solo un enigma che dobbiamo accettare contro ogni logica, anche matematica, senza capirne nulla e senza nessuna implicazione per la nostra esistenza? La Trinità non è un enigma. È un mistero. Le due parole non sono sinonimi.

L’enigma è buio, oscuro. Il mistero è luminoso. L’enigma non si comprende. Il mistero non si finisce mai di comprenderlo. Non solo, il mistero dona comprensibilità a ciò che entra in contratto con lui. Così, senza la pretesa di fare una lezione di teologia, da questo vangelo impariamo qualcosa sul mistero della distinzione e, allo stesso tempo, dell’unità tra Gesù e il Padre. Gesù riceve tutto dal Padre. Si definisce come “il ricevuto” dal Padre.

La ricettività non spegne la sua identità, ma la illumina perché lui è tutto ciò che il Padre dona. È la Parola, non in quanto chiacchiera, ma in quanto è accoglienza del dirsi del Padre nell’Amore. Già questo aspetto della vita di Gesù con il Padre è istruttivo concretamente per noi. Siamo chiamati a un’esistenza cristica. Un’esistenza che rispecchia Gesù, che fa spazio a Gesù. Più entriamo in questo anelito, più “ci comprendiamo” nella Trinità.

Fonte: il sito di Robert Cheaib oppure il suo canale Telegram

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.


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