Robert Cheaib – Commento al Vangelo del 31 Gennaio 2021

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Fonte: il sito di Robert Cheaib oppure il libretto “Parola e Preghiera“.

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.


Platone considerava il peccato frutto dell’ignoranza. Secondo lui, l’uomo sceglie il peccato perché ignora il bene. Il Vangelo di oggi ci mostra che è possibile scegliere il male sapendo che è male, che è possibile preferire le tenebre alla luce.

Il peccato non è ignoranza, è una scelta. È riconoscere il bene e decidersi per il male perché è apparentemente più conveniente. Parlando del peccato, Gesù dice: «Chi fa il peccato è schiavo del peccato». È questo il grande paradosso del male. Pensiamo di farlo liberamente, invece il male domina la nostra libertà e la incatena.

Il male mette disordine nel nostro cuore in modo da non saper più distinguere cosa sia il vero bene per noi. Per certi versi ci rende ignoranti, pur lasciandoci con l’illusione di essere sapienti. Questo Vangelo, però, ci mostra un’altra categoria di persone e un altro modo di rapportarsi a Gesù. Si tratta della categoria dei semplici, degli umili, delle persone che cercano di vivere secondo verità.

Queste persone riconoscono nella parola di Gesù un’“autorità”, una potenza interiore.

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