Robert Cheaib – Commento al Vangelo del 27 Dicembre 2020

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Fonte: il sito di Robert Cheaib oppure il libretto “Parola e Preghiera“.

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.


«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola…».

Siamo di fronte alla bellissima la figura di Simeone, un paradigma che insegna molto sull’attesa del Signore. Simeone attendeva, ma la sua non era un’attesa passiva. Simeone si recava al Tempio; la sua attesa era preghiera. I suoi occhi erano tesi verso il Signore… quello stesso Signore di cui canta il salmista: «Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?

Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra». La sua attesa, allo stesso tempo, era una delicata attenzione. Non si era fatto un modellino aprioristico aspettando che l’atteso arrivasse in una modalità o con un aspetto predefinito.

Simeone ci prospetta un equilibrio particolare e non facile tra l’attesa attiva e la disponibilità incondizionata per lasciarci sorprendere dalla novità di Colui che viene. Il Signore ci conceda di saperlo riconoscere e abbracciare quando passa per la nostra strada.