Robert Cheaib – Commento al Vangelo del 26 Giugno 2019

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Quante cose sembrano promettenti a prima vista: dalle amicizie, ai progetti, alle promesse. Bisogna dar tempo al tempo.

Permettere, cioè, al fuoco del tempo di testare (e/o purificare) l’oro delle cose. E così capisci se dietro ai sorrisi c’erano derisioni o interessi egoistici, e se dietro alle carezze unghie appuntite. La pazienza del tempo porta alla sapienza dell’eterno.

E lo sguardo di Dio non si lascia distrarre dalle premesse, ma va ai frutti. Ci invita sia a guardare i frutti sia a portare frutto.

Fonte: il sito di Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

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Dai loro frutti li riconoscerete.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 7, 15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete.
Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».

Parola del Signore.

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