Robert Cheaib – Commento al Vangelo del 26 Gennaio 2021

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Fonte: il sito di Robert Cheaib oppure il libretto “Parola e Preghiera“.

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.


«Li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi».

Ogni parola in questa frase è un programma. «Li inviò a due a due»: l’esperienza della fede e della missione non è un’avventura solitaria, non è un’avventura in cui «chi fa per sé fa per tre». No, è un’esperienza di comunione. La missione è, in un certo senso, la stessa comunione. Testimoniare la comunione rende credibile il messaggio.

La missione, infatti, non è parlare dell’amore (almeno, non solo), quanto viverlo e diventarne una narrazione. Il Signore ci manda, ma non ci abbandona. Ci manda, ma non per essere il fine del mandato. Ci manda per essere suoi araldi e suoi precursori. Ci manda ad annunciare un messaggio che attraversa la nostra vita, ma che la supera.

«… Dove stava per recarsi»: parliamo di lui, ma non di un assente, perché lui viene, lui raggiunge, lui salva. La nostra missione non è un’iniziativa umana, è un mandato divino e il Signore farà miracoli in noi, nella misura in cui faremo spazio a lui e ci riconosciamo canali di grazia e presenze reali del Regno che è vicino, di Gesù presente.

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