Robert Cheaib – Commento al Vangelo del 17 Settembre 2019

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Pensando al dolore di qualche persona cara, non mi riesce questa volta che a commentare questo vangelo con una preghiera di supplica: Signore, ci sono tante vedove e madri che piangono figli morti precocemente, o in preda a mali che rendono la morte desiderabile.

Ci sono tante persone che soffrono, che toccano con mano l’ingiustizia del male. Vieni Signore, vieni a dire loro: «Non piangere». Vieni, Dio della vita, Dio del bene, vieni a lenire i dolori. Vieni a dire a tanti giovani morti: «Dico a te, alzati».

So che questo tuo dono sarà generalizzato solo al tuo ritorno. Ma anticipa Signore l’eschaton, regna nei cuori, regna nel mondo, regna nella nostra storia. Amen

Fonte: il sito di Robert Cheaib oppure il suo canale Telegram

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

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Ragazzo, dico a te, àlzati!

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 7, 11-17

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

Parola del Signore