Robert Cheaib – Commento al Vangelo del 12 Marzo 2020 – Lc 16, 19-31

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Nella parabola narrata da Gesù, il ricco fa un ragionamento molto logico e apparentemente più realistico di Abramo. Immaginate una persona morta che risorge. Farebbe un effetto…
O forse no…

Forse ha più ragione Abramo in questa storia, essendo quello sulla cui bocca Gesù mette il proprio pensiero.

E di risorti nella vicenda di Gesù ne abbiamo due che non hanno fatto grande effetto su chi non voleva credere.

Il primo è Lazzaro (e penso che non sia una coincidenza il nome!).

L’altro è un certo Gesù! Non un semplice risorto, ma Colui che è la Risurrezione è la Vita.
Eppure, come ben sappiamo, non solo non hanno sortito effetto, ma gli avversari si sono accaniti sull’uno volendo ucciderlo e sull’altro, Gesù, hanno cercato di gettare il fango del complotto per spegnere la sua vicenda. Aveva ragione Gesù: chi è morto dentro, non si apre alla Verità e alla Vita nemmeno se vede un morto risorgere.

Aveva ragione Gesù: non ci si converte vedendo un morto redivivo, ma avendo uno sguardo di riguardo sui vivi, sui “Lazzari” della nostra quotidianità, e tendendo l’orecchio desto alla Parola viva e vivificante.