Robert Cheaib – Commento al Vangelo del 11 Settembre 2019

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Sembrano controvalori quelli annunciati da Gesù come beatitudini. E, oserei dire, lo sarebbero se vissuti senza un Volto.

Chi oserebbe dire che la povertà sia un bene, se non avesse dinanzi la ricchezza dell’incontro e dell’amore di Dio, che colma quella povertà? E chi direbbe che la persecuzione sia un guadagno, se non vi fosse nella croce la presenza segreta di Gesù crocifisso è Risorto? Questo è il cristianesimo.

È Gesù. È essere con Gesù. Senza di lui, sarebbe pura follia. Non quella saggia, dell’amore, ma follia e basta. La vera beatitudine, allora, è essere in Gesù.

Fonte: il sito di Robert Cheaib oppure il suo canale Telegram

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

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Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6, 20-26


In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:

«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

Parola del Signore

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