Riflessione al Vangelo del 27 febbraio 2018 – Un attimo di Pace

151

Uno solo è il vostro maestro

Nel Tai Chi che pratico da anni, c’è un saluto con cui apriamo sempre le nostre sedute: ci si inchina lentamente tre volte portando le mani al cuore, una chiusa a pugno nell’altra.

Il primo inchino è mentalmente rivolto al “maestro che è sopra di noi”; il secondo “al maestro che è davanti a noi”; il terzo “al maestro che è dentro di noi”.
Così ci ha spiegato chi ci guida.
Il saluto è lento, tranquillo, silenzioso e mi dà tutte le volte tempo e modo per una preghiera dolce e riconoscente alla Trinità.

[better-ads type=”banner” banner=”84722″ campaign=”none” count=”2″ columns=”1″ orderby=”rand” order=”ASC” align=”right” show-caption=”1″][/better-ads]

Mi inchino al maestro che è Padre, creatore, misericordioso, luce da cui tutto proviene e in cui tutto si ricapitolerà.
Poi mi inchino al maestro che è Figlio, via, verità e vita per me che sono ancora e sempre in ricerca.

Infine mi inchino al maestro interiore che è in me, lo Spirito, luce nelle scelte di ogni giorno, consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo compagno nel cammino della vita. Prego così, tutte le volte.

Ho imparato nel tempo, e non sempre in modo indolore, che non ci sono altri maestri in Terra e che anche in una palestra si può pregare. Chissà se il mio saggio e profondo insegnante di Tai Chi se n’è accorto!

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mt 23, 1-12
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.