Riflessione al Vangelo del 21 febbraio 2018 – Un attimo di Pace

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Alla predicazione di Giona si convertirono.

Nella volta della Cappella Sistina, Michelangelo ritrae il profeta Giona come un giovane agitato e nervoso, che con lo sguardo si rivolge a Dio ma con il corpo è in torsione, o come scrisse il Vasari “si piega indietro”.

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Giona non è un santo che segue la volontà del Padre senza metterla in discussione, ma un uomo che prova sentimenti di riluttanza, incredulità, quasi rabbia – oserei dire – nei confronti di Dio.

A tratti in Giona riconosco mio figlio adolescente, che mette in dubbio l’autorevolezza della figura paterna, si mostra riluttante ad eseguire un compito assegnato, si sfoga, è cocciuto, istintivo.

Ma al contempo è un giovane che dimostra volontà, che si lascia toccare dalle provocazioni, che vive i suoi sentimenti con intensità. È un uomo, in cammino.

Il Padre non fa mai mancare a Giona la fiducia. Gli offre un’altra possibilità, ma anche gli strumenti per non sprecarla. Intraprende iniziative diverse per educarlo pazientemente al prendersi cura, anche dei più lontani.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 11, 29-32
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.