Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 8 Ottobre 2020

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Affascinante ed evocativa allo stesso tempo è l’immagine dell’amato che bussa alla porta dell’amata: «Aprimi, sorella mia, mia amica, mia colomba, perfetta mia; perché il mio capo è bagnato di rugiada, i miei riccioli di gocce notturne» (Ct 5,2).

Il susseguirsi dei gesti e delle emozioni permette di accedere ad un livello affettivo più profondo che coinvolge il cuore dell’amata, dal quale nasce la ricerca dell’amato. Nell’Apocalisse, Gesù stesso viene presentato come il nostro amato che sta alla porta e bussa, e brama di cenare con noi, nella speranza, che si fa certezza, che lo sposeremo.

Anche la preghiera – al centro del Vangelo di oggi – è roba di cuore! Pregare è stare a quella porta senza stancarsi mai, anche se dovessimo sentirci sfacciati, come Gesù al nostro intimo. Pregare è sentire che quel bisogno di tenerezza è benedetto, e pure vissuto da Dio. Noi cerchiamo ciò che il cuore desidera nel più profondo: siamo sempre “malati d’amore” alla ricerca di storie, volti, carezze e corpi in grado di dare senso e valore alla nostra vita.

Tanto ci avvertiamo mancanti di pesce e di uova, quanto ci scopriamo bisognosi di ben altro. Di una fame insopprimibile che solo lo Spirito Santo – come specifica l’evangelista Luca – può colmare. Cerco chi amo e amo chi cerco, perché so che chi cerco mi ama: ecco perché vale la pena insistere, sempre.

don Roberto Oliva con Piotr Zygulski


Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.