Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 5 Settembre 2020

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Tra i primi cristiani c’erano diversità di opinioni a proposito dell’osservanza del riposo assoluto sabbatico. In questo contesto probabilmente nasce il brano evangelico di oggi, per rafforzare in chi ha fatto esperienza del Risorto una lettura più centrata sul nuovo ordine di cose che non sul sabato inteso astrattamente.

A dirla tutta, la citazione biblica messa in bocca a Gesù è piuttosto imprecisa, eppure intende argomentare che Davide in caso di necessità fece una deroga alla regola. A maggior ragione è consentita al Figlio di Davide, Gesù, che è anche il mitico Figlio dell’Uomo, e ai suoi discepoli che agiscono in unità nella sua novità, soprattutto se presi dalla rapidità incontenibile della diffusione della Bella Notizia che li riporta all’essenzialità della Legge.

Anzi, in questa prospettiva, nel Risorto ogni giorno è sabato, ogni giorno è riposo, ogni giorno è giubileo: annuncio della liberazione dallo sfruttamento, dall’oppressione, dalla fame. Pasqua non è una ricorrenza annuale, ma la nostra quotidianità di risorti. Siamo chiamati non a fermarci solamente in un giorno dedicato al Signore per poi ritornare alle medesime logiche mondane, bensì a vivere il rovesciamento delle ingiustizie di questo mondo ogni santo giorno, che è tutto del Signore, il nostro Liberatore.

Lui ci sfama sempre con la sua Parola e con il suo Pane; e ci è lecito mangiarlo: in Cristo siamo tutti quanti suoi sacerdoti.


Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.