Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 4 Febbraio 2020

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A Gesù era stato chiesto di andare a imporre le mani sulla figlia agonizzante di Giairo. Alla fine ci va, ma per salvarla è sufficiente ricevere la mano di quella ragazza; accoglierla, anziché imporle qualcosa come imploravano gli altri, che volevano tutto e subito.

Gesù insegna loro l’attesa, anche nella difficoltà, anche di fronte alla morte, anche di risposte diverse da quelle pretese dall’uomo. Insegna ad affidarsi sino al momento senza speranze, in cui non ci potranno essere più esigenze da reclamare.

Nel mezzo di tutto ciò è incastonato l’episodio della donna impura a causa delle continue perdite di sangue da 12 anni, dall’età dell’altra figliola. Anche per lei è fondamentale un certo tocco; si accontenta di attingere al lembo del mantello di Gesù la sua potenza, con gran pudore per non contaminarlo, ma al contempo con il coraggio di tutta la verità che consegna ai piedi dello sguardo del Salvatore. Proprio lui la cerca, pur schiacciato dalla folla.

È una questione di sensibilità: di tatto. Perché quel tocco è delicato, ma al contempo desiderato, non fortuito come gli spintoni che riceve dagli altri. Gesù si accorge di essere avvicinato nel suo intimo proprio per la straordinaria potenza che quella donna, con la sua apertura fiduciosa, ha voluto lasciar incanalare nel suo corpo, ora lavato da ogni impurità.

Commento a cura di:

Piotr ZygulskiPiotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.


Fanciulla, io ti dico, àlzati!
Dal Vangelo secondo Marco Mc 5, 21-43 In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male». Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare. Parola del Signore