Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 30 Ottobre 2020

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Il proprio figlio lo si aiuta subito, il proprio animale pure, senza troppe esitazioni, ma se c’è da aiutare un uomo bisognoso tiriamo fuori tutte le scuse immaginabili. Oggi siamo in una casa di persone benestanti, oneste, rigorose. Gesù non ha paura di andare a pranzo, anche se sono farisei e sa che lo vogliono osservare.

Anzi, ci va proprio perché lo osservino. Quasi per sfida, si presenta con un malato. Puoi tirare in mezzo tutto il rispetto religioso possibile per la sacralità del sabato, puoi fare tutti i proclami per la tutela della vita e della sanità, ma cosa fai di fronte a quest’uomo che soffre, se avete la possibilità di porre fine al suo dolore?

Gesù è certo che se ci fosse da guarire quell’asino di tuo figlio non ti tireresti indietro e non baderesti a spese. Con la stessa premura con cui tu aiuteresti il tuo cucciolino, Gesù tende convintamente la sua mano verso quell’uomo sconosciuto malato, lo guarisce e lo libera dalle acque che agitano il suo corpo. Perché, osservandolo, possiamo fare altrettanto.


Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.