Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 30 Dicembre 2019

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Sono sempre più diffusi i nonni tecnologici, che magari a più di 80 anni smanettano su smartphone e pc meglio dei figli, come i nipoti. Nel caso della vedova Anna, lei era sempre connessa 24 ore su 24, nonostante l’età avanzata, con Dio, nel Tempio.

Questo continuo aggiornamento teneva giovane il suo cuore, allenato ad accogliere la novità. Mi vengono in mente alcuni anziani che ho incontrato, capaci di un ascolto senza pregiudizi, di un’apertura incondizionata verso ogni diversità esistenziale e di uno sguardo profetico, cioè radicale, sulla realtà. Come quello di Anna, che anziché rimpiangere la sua giovinezza o il suo matrimonio ringraziava per il dono dell’attimo presente.

Perché il profeta non fantastica sulle cose future, bensì guarda in profondità quelle che incontra con cuore grato. Il profeta non si lascia incattivire dagli eventi, né è un catastrofista che gode delle sventure, ma indica sempre e ovunque una strada di salvezza. Il suo sguardo ringraziante si rivolge sì a Dio, fonte di ogni dono, ma anche ai fratelli, condividendo con loro la gioia: la tanto attesa salvezza, la vicinanza di Dio al suo Popolo, è proprio qui tra noi.

Si è offerta accessibile in questo momento, non nel passato che non torna più né in un futuro vago e improbabile. Sta a noi, come Anna, parlare in modo comprensibile di questa realtà attesa che abbiamo incontrato concretamente; anche gli altri potranno così percorrere la strada della felicità in pienezza, nel suo umanissimo nascondimento.

Commento a cura di:

Piotr ZygulskiPiotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.


Anna parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione.
Dal Vangelo secondo Luca Lc 2, 36-40 [Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore.] C’era una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui. Parola del Signore
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