Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 3 Febbraio 2020

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Il miracolo di oggi lascia trasparire uno sfondo politico. Lo “spirito impuro” ha un nome strano e piuttosto esplicito: Legione. Se abbiamo presente la Palestina dell’epoca, la satira suona evidente. Come se ai tempi di Mussolini si fosse chiamato fascio, oppure più recentemente asfaltatrice, ruspa o spread.

Si dice che abita tra le tombe, cioè tra chi non si oppone, tra chi è rassegnato di fronte alle ingiustizie, tra chi è un cadavere in corruzione. Si nutre di morti e paure; di qui l’esigenza di guerre, eserciti e vincoli economici disumani. Dalle tombe esce però un uomo, che evidentemente non è ancora del tutto corrotto. Gesù lo incontra. Nota i segni dell’autolesionismo che hanno indebolito quella persona. Ed è proprio l’invasore – che veniva considerato una fatalità imprevedibile, un movimento indomabile o un destino ineluttabile – a trattare direttamente la resa. La sua richiesta si comprende meglio se la si legge in chiave politica, appunto: «Lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese».

Chiedeva di restare lì, magari provando a mostrare un volto più compassionevole, pacifico e gentile. Ma Gesù accetta solamente che a quella Legione sia concesso di tornare dai porci impuri, cioè dai non ebrei. Lo scenario della Decapoli, cioè dieci città fortemente ellenizzate e romanizzate, indica ancora più chiaramente questa lettura. Restano impauriti i mandriani, vale a dire i collaborazionisti che dagli invasori traevano vantaggio, fino a quando perlomeno tormentavano solo gli altri anziché loro, i kapò locali.

Anche per questo motivo rifiutano il Liberatore che rompe le uova nel loro paniere, intralciando i loro affari senza scrupoli, quando Egli dimostra che i vincitori del momento non saranno i vincitori per sempre. Perché Dio ha a cuore gli oppressi di ieri, di oggi e di domani: gli oppressori non dureranno di certo in eterno.

Commento a cura di:

Piotr ZygulskiPiotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.


Esci, spirito impuro, da quest’uomo!
Dal Vangelo secondo Marco Mc 5, 1-20 In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare. I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati. Parola del Signore