Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 3 Agosto 2020

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Gesù che cammina sulle acque è un’immagine che al lettore di oggi può sembrare, più che miracolosa, semplicemente ridicola. Ciò che era stato narrato per offrire una testimonianza credibile, alla sensibilità contemporanea può invece essere di ostacolo.

Una persona superficiale potrebbe prenderla letteralmente e credere a un qualcosa di verificatosi così, per filo e per segno, oppure più probabilmente rifiutarla in toto. Ma non è affatto il vangelo ad alimentare l’ateismo o l’agnosticisno, quanto piuttosto certe interpretazioni fideistiche.

Tornando al contesto originario, c’erano imperatori come Caligola che pretendevano di camminare sulle acque, ma si diceva di questa capacità anche per Abari, il sacerdote iperboreo di Apollo nonché allievo di Pitagora. Anche uno jātaka buddhista racconta di una traversata miracolosa del mare, grazie alla forza della meditazione.

Qui invece ciò che importa è la comunione con Gesù. Lui è il Signore che domina sui mari e sui venti nemici e assicura anche a noi di poterlo fare, con Lui. Rappresentati dal nostro Pietro, ci rende desiderosi di partecipare e di condividere al sostegno divino in tutti i nostri tempi agitati.

Nonostante le difficoltà esterne e interne, possiamo contare sulla mano di Gesù, anche se fatichiamo a riconoscerlo chiaramente perché ci sembra lontano, e infuriano le intemperie fuori e dentro di noi. Ma la comunione ci salva: lì ci tende la mano, ci afferra e ci introduce nella sua gloria.


Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.