Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 28 Aprile 2020

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Abbiamo una folla in astinenza di pane. Vediamo come risolvere. Gesù aveva mostrato poco prima come moltiplicarlo, per dare loro stessi da mangiare. Eh, niente, l’hanno scordato. Hanno immediatamente frainteso il gesto come contentino politico, come sussidio assistenzialista, come legame di subordinazione rispetto al sacerdote.

Quello della condivisione del poco che siamo e abbiamo era il segno proprio dell’amore di Dio da ricondividere noi, ma nulla da fare. Non hanno visto il segno, non hanno visto l’amore, non hanno visto Dio: hanno visto esclusivamente il pane. E neppure quello è bastato, se tornano da Gesù a chiedergli un segno, come farebbero con uno sciamano: non vogliono però pane spezzato tra loro, ma proprio il pane che piove dal cielo – spettacolo! – come fece Mosè! Oggi diremmo: come nel film “Piovono polpette”!

Ecco, solo allora avrebbe conquistato il loro voto, la loro fiducia: con una messa (in scena) spettacolare! Però Gesù eccede le loro aspettative e per questo delude la loro religiosità convenzionale, ritualistica, abitudinaria e in fondo scontata. Gesù non fa sconti: non si ferma al dono, ma rinvia e ricongiunge tutti al Padre, cioè a chi gli ha dato la forza del dono di sé stesso come pane: la Parola di Dio spezzata e condivisa è il nostro cibo. Noi ci nutriamo dell’amore di Dio che in molti modi si fa presente a noi, a partire dall’ascolto: dal nostro ospitare che ci fa ospitare proprio da Lui. Già i rabbini sottolineavano che la manna di Mosè avrebbe prefigurato la discesa della vera manna, il vero senso della vita: la Torah, la Sapienza, la Presenza stabile di Dio proprio su questa terra.

Accostandoci alla mensa della Parola – non caduta dalle nuvole come la manna, bensì concretezza umana che vive nell’immensità silenziosa del Padre che la dona – non avvertiamo più né fame né sete. Essa ci libera dalle nostre dipendenze, aspettative e rivendicazioni: ci abbraccia direttamente in Dio, dal di dentro, nelle viscere. Occorre solamente credere, cioè lasciarsi condurre oltre le aspettative. Cosa vuoi di più?

Piotr ZygulskiPiotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.