Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 27 Settembre 2019 – Solennità della Beata Vergine Maria, Mater Orphanorum

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La premura verso gli orfani non è una devozione passeggera, ma una costante nella Bibbia. Dio assicura la sua attenzione soprattutto verso i più indifesi, e spesso si menzionano insieme l’orfano e la vedova. Non è un caso se sotto la Croce incontriamo due orfani: il discepolo amato e Maria. Entrambi, pur nella diversità, stanno perdendo l’affetto più caro: il figlio, il migliore amico.

Come ultimo atto, Gesù li vede e consegna la sua Parola per ciascuno: «Ecco tua madre», «Ecco tuo figlio». Grazie alla parola di Dio che irrompe nella morte, aver perso qualcosa, persino la persona più cara, può non essere più una prigione, un carcere, una galera, bensì un santuario. La nostra accoglienza reciproca infatti può far germogliare nuove straordinarie relazioni, se ci custodiamo l’un l’altro. Così Maria, figlia del suo figlio e quindi orfana del suo figlio, diventa la Madre degli Orfani nel momento in cui la sua custodia verso il discepolo orfano vive della vita stessa del Risorto.

Così anche il discepolo amato vive con Maria la sua liberazione dalla solitudine, e a sua volta può essere padre per tutti gli altri che incontra per strada. Non solo per gli orfani di un padre biologico, ma per tutti coloro che hanno una vita incatenata da qualsiasi tipo di schiavitù, senza nessuno che li sostenga, senza nessuno che li ami, senza nessuno che li accompagni alla liberazione spirituale e materiale.

Quante volte invece vogliamo restare nelle nostre catene perché ci fa più comodo non essere liberi… quante volte vogliamo restare orfani perché ci fa più comodo non aver a che fare con nessuno: né con la famiglia, né con la chiesa, né con tutti i nostri scarti che bussano alla porta… oggi è il giorno propizio per vivere insieme questa liberazione e per posare le nostre catene sotto lo sguardo di Maria che, con la forza viscerale del Risorto, ce le ha spezzate tutte quante.

Gv 19,25-27

25Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. 26Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». 27Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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