Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 27 Febbraio 2020

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Quaresima è… «mi segua».

In greco il verbo è “akoloutheo”, da cui il termine “accolito”, utilizzato per chi serve Messa, i chierichetti, i ministranti. Ma si tratta di qualcosa più profondo: significa appunto “seguire”, letteralmente “unirsi alla strada”.

La Quaresima è proprio questa strada verso la Pasqua, alla quale siamo chiamati a unirci e a sentirci parte dell’unica Via, quella del Risorto, che nella Croce ha inchiodato ogni egoismo, ogni ostacolo al camminare insieme.

In Quaresima ascoltiamo con più attenzione la gioia di accompagnarci a vicenda, uniti verso la stessa meta.

Commento a cura di:

Piotr ZygulskiPiotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.


Chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà.
Dal Vangelo secondo Luca Lc 9, 22-25 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?». Parola del Signore