Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 25 Ottobre 2019

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Sempre in questa stagione dell’anno, quando siamo allertati per il maltempo che con alluvioni e mareggiate può creare seri pericoli, risuona anche l’allerta di questa pagina di vangelo. Forse negli ultimi anni siamo meno abituati a scrutare i segni del cielo, però quasi tutti controlliamo le app del meteo sul nostro smartphone prima di uscire di casa.

Saranno cambiate le modalità, ma l’attenzione e la preoccupazione verso il tempo atmosferico non è venuta meno. Parimenti, Gesù ci dice che non deve neppure venir meno quella per il tempo della storia, delle relazioni sociali, dell’umanità in cammino verso la salvezza che ora è alla nostra portata, a portata di mano. «Come mai questo tempo non sapete valutarlo?», domanda. Non è questione di mezzi, ma piuttosto di volontà. Gli strumenti per capire ciò che è giusto li abbiamo.

Perché delegare agli altri il bene che ci è possibile nella situazione concreta che viviamo? Il discernimento dei segni dei tempi è proprio questo: se fossero momenti tormentati e burrascosi, occorre premunirsi cambiando mentalità, prospettiva e stile di vita. Uno sprazzo di sereno può inoltre aprirsi lasciando agire creativamente la misericordia in noi. Così si compie ogni giustizia, quando in prima persona, senza estendere il conflitto ad altri, rilanciamo la riconciliazione che ci è offerta da Dio.

Qui ci insegna persino a elemosinarla dal cuore dei fratelli, soprattutto quando abbiamo qualcosa da farci perdonare. Impariamo così a sperare nella misericordia, nella sua gratuità, e non come un diritto da pretendere. Inoltre la nostra conversione al bene può aprire le porte anche quella di chi ci vuole male. Se facciamo attenzione, ci sono offerti numerosi spiragli per riscoprire e rinsaldare l’unità: a ben vedere, nessuno ha interesse a protrarre una lite in eterno.

Occorre però al più presto convertirci in uno sguardo tutto benedicente sul presente, perché possa essere davvero tempo di salvezza per noi e per gli altri. Nell’ascolto della Parola con la nostra vita e della nostra vita con la Parola, è lampante che l’opportunità ci è data qui, nel quotidiano. È talmente preziosa che assume i toni dell’urgenza: diamoci da fare, perché la logica della misericordia regni già oggi, nel nostro presente.

Commento a cura di:

Piotr ZygulskiPiotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12, 54-59
 
In quel tempo, Gesù diceva alle folle:
 
«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
 
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».

Parola del Signore